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Da dove vengono i dati

Come è costruito il catalogo, e che cosa viene da altrove.

Il catalogo è scritto per questa app. Gli alimenti, le loro categorie, le loro piante, le molecole e gli alimenti che ne sono fonti sono stati raccolti e vagliati voce per voce, a partire dalle conoscenze scientifiche pubblicate. Non sono estratti da nessuna banca dati di terzi, e ogni decisione è conservata nello storico del progetto.

I riferimenti numerici citano la loro fonte là dove compaiono: l'obiettivo di 30 piante a settimana, per esempio, viene dall'American Gut Project (2018), come spiega «Interpretare bene i punteggi».

Due servizi esterni, solo quando lo chiede lei: le schede dei prodotti scansionati vengono da Open Food Facts, una base collaborativa con licenza ODbL; l'identificazione di una pianta tramite foto si basa sull'API di riconoscimento Pl@ntNet, con il suo account personale.

La mappa di base delle carte del mondo, nelle pagine Piante e Statistiche, viene da Natural Earth (pubblico dominio), nel formato di world-atlas (licenza ISC, © 2013-2019 Michael Bostock).

I disegni delle sedici categorie sono le emoji di Android, Noto Color Emoji (© Google, licenza Apache 2.0).

Le banche dati consultate e le loro licenze

Per collegare ogni pianta alla sua specie, verificare che sia davvero mangiata, e dove, e scriverne le avvertenze, sono state consultate queste banche dati. Nessuna è copiata: l'app non ne mostra né i testi né i valori, solo decisioni scritte per lei a partire da ciò che stabiliscono. Le licenze CC BY 4.0 si leggono su creativecommons.org.

Un errore? Il catalogo può contenerne. Lo segnali da Impostazioni → Aiuto → «Scriverci»: è così che migliora.