Talghouda
Bunium ferulaceum, B. fontanesii
radice
⚠️ Sosia tossico
Non consumi mai questa pianta senza essere certo che non sia il suo sosia tossico.
È un'ombrellifera, come il bulbocastano: cresce con la cicuta maggiore e, nei luoghi umidi, con l'enante zafferanata, le cui radici sono tra le più tossiche che esistano (convulsioni in meno di un'ora, spesso mortali). La talghouda ha un solo tubero rotondo e bruno in fondo a una radice sottile, nei campi e nei prati secchi; l'enante ha un ciuffo di radici carnose a fuso il cui taglio ingiallisce in pochi minuti; la cicuta maggiore ha uno stelo macchiato di porpora e un odore di topo. Non si dissotterra nulla che non si sia visto in fiore.
Al minimo dubbio, rinunci. Se si sente male dopo averlo mangiato, anche diverse ore dopo, chiami un centro antiveleni o il 112.
Piccoli tuberi rotondi dissotterrati in primavera, sbucciati e cotti nel cuscus o in focaccia, in Algeria.
- Origine
- Algeria, Marocco e Tunisia
- Dove trovarla
- Nei campi di cereali e nei maggesi degli altipiani algerini, da Sétif a Costantina; in primavera si vende nei mercati della Cabilia e dell'Aurès.
- Stagione (Italia)
- da febbraio a giugno
- Preparazione
- I tuberi si lavano, si sbucciano col coltello, poi cuociono una ventina di minuti.
- Molecole
- In piccola dose, non conta Falcarinolo · Fibre insolubili
- Lo sapeva?
- A lungo cibo degli anni di carestia, è tornata a essere un piatto primaverile ricercato.
